Seguendo il MOOC ho avuto modo di visitare diversi blog degli altri membri. Devo riconoscere che alcuni di essi sono veramente ben curati e dai vari post è possibile apprendere molte cose. Ma come creare collegamenti con questi blog, o meglio come li definisce Andreas "case degli abitanti del villaggio"?
Andreas Formigoni in alcuni post si è a lungo soffermato sulle modalità di seguire un blog usando Mozilla Firefox. da buon amante di Google Chrome ho cercato di seguire, senza riuscirci, lo stesso procedimento. Mi sono resa conto che con Google Chrome la situazione è un pò diversa. Occorre scaricare un' applicazione specifica per il browser, es Feedly. Tale applicazione permette di creare un vero e proprio magazine digitale da cui è possibile accedere a tutte le notizie dei blog preferiti.
Su youtube ci sono tanti tutorial in varie lingue che spiegano come scaricare, installare ed utilizzare questa applicazione. Nel video sottostante è possibile seguire la versione italiana.
Maria Teresa's Weblog
giovedì 16 maggio 2013
Importare feeds con Google Chrome
domenica 12 maggio 2013
Abitare il cyberspazio
Oggi grazie ai vari strumenti web le possibilità di entrare in contatto con altre persone sono moltiplicate a dismisura. Così , stando semplicemente seduti davanti alla propria scrivania, possiamo liberamente parlare e vederci magari con un parente lontano con cui fisicamente non ci siamo mai incontrati, è possibile ampliare a dismisura le proprie cerchie di amicizia, collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune. Servizi web gratuiti ci permettono di modificare le nostre foto, di creare video, riprodurre la realtà in una dimensione virtuale tridimensionale, archiviare i nostri documenti e tanto altro. Sembra di essere entrati in una dimensione sovrannaturale, dove tutto è possibile. Ma fino a che punto la nostra identità è preservata e rispettata? La semplice iscrizione ad un servizio web mette in gioco i nostri dati identificativi. Le operazioni che svolgiamo sul quel sito vengono tracciate e memorizzate dal server. Che cosa succede poi se annoiato o disilluso del servizio ricevuto cancello il mio account? Mentre, dopo un pò di tempo, io dimentico anche di essermi iscritto su quel sito il sistema continua a conservare i miei dati. Insomma il mondo virtuale, apparentemente innocuo, è un mondo in cui io sono pienamente controllato. Mi viene in mente un famoso libro di George Orwell " 1984" dove tutto è controllato dal Grande Fratello
Quando si parla di servizi web gratis siamo veramente sicuri che lo siano? I nostri dati non vengono forse utilizzati anche per qualche fine utilitaristico?
Come difendersi da tutto questo?
Nella stessa rete esistono migliaia di informazioni al riguardo e qualcosa ho avuto anche io modo di pubblicarlo sul mio blog. Interessanti sono i consigli forniti da Andreas Formigoni
Quando si parla di servizi web gratis siamo veramente sicuri che lo siano? I nostri dati non vengono forse utilizzati anche per qualche fine utilitaristico?
Come difendersi da tutto questo?
Nella stessa rete esistono migliaia di informazioni al riguardo e qualcosa ho avuto anche io modo di pubblicarlo sul mio blog. Interessanti sono i consigli forniti da Andreas Formigoni
- Evitare di fornire tutti i dati facoltativi.
- Non inserire dati su famigliari e soprattutto minori. Questo non significa non narrare fatti occorsi realmente, ma avere cura di decontestualizzare adeguatamente, nel tempo e nello spazio, e di usare pseudonimi.
- Limitare l’inserimento di preferenze personali.
- Ricordarsi che questi siti mantengono le vostre informazioni anche se voi le cancellate.
- Se accade qualcosa di strano al vostro account, contattate il servizio clienti – questo nel caso di Facebook; qui ci sono le istruzioni per recuperare fare un download dei propri dati.
- La rete è piena di informazioni a riguardo, ma alcuni insegnanti potrebbero trovare interessanti due presentazioni di Caterina Policaro:Cittadini attivi e responsabili nei social network all’USR Lombardia e Abitare i social network: uso responsabile e consapevole. Nello stesso blog potete trovare anche molte altre informazioni utili sull’impiego degli strumenti 2.0.
Come seguire le fonti in internet
Il web ci offre un mondo veramente ricco di informazioni, immagini, suoni, ecc. Basta digitare un termine su un motore di ricerca e si aprono numerose pagine piene di link. Le informazioni si accavallano a volte in modo anche contraddittorio. Come orientarsi in questo surplus di notizie, immagini, suoni? Come selezionare le fonti che maggiormente rispondono alle nostre esigenze? Come aggiornarsi su ciò che ci interessa? A questa esigenza viene incontro l'utilizzo di uno strumento specifico: il web feed.
Il vantaggio del web feed consiste nel rendere possibile, grazie all'uso di un apposito lettore, la lettura di informazioni su uno stesso spazio senza andare continuamente sul sito da cui provengono. In questo modo se sono interessata ai contenuti di alcuni blog, o siti e voglio rendermi conto di quello che viene pub
blicato recentemente utilizzando un web feed ho la possibilità di tenermi continuamente aggiornata.
Per poter mettere insieme questo contenuti ho bisogno innanzitutto di un aggregatore che è in grado di raccogliere i feeds e visualizzarne il contenuto. Esistono diversi tipi di aggregatori, dalle applicazioni che bisogna installare sul proprio PC ai servizi web. Un elenco di aggregatori può essere consultato al seguente indirizzo http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_feed_aggregators.
Nel corso del cMOOC da me seguito Andreas Formigoni ha indicato due tipi di aggregatori : RSSOwl ( un applicazione open source) e BlogLines ( un servizio web). Amante come sono dei servizi web comincio a cimentarmi con BlogLines. Innanzitutto, come in ogni servizio web occorre procedere alla propria registrazione. Appena entrata vengo colta da un senso di smarrimento, vedo tanti link...alcuni richiamano a Twitter, altri a Facebook ma seguendo le istruzioni di Andreas comincio ad orientarmi e ad acquisire maggiore dimestichezza di questo strumento. Finalmente inserisco alcuni feeds...veramente interessante!!!
Ed ecco il risultato dei miei primi tentativi su BlogLines.
Nel corso del cMOOC da me seguito Andreas Formigoni ha indicato due tipi di aggregatori : RSSOwl ( un applicazione open source) e BlogLines ( un servizio web). Amante come sono dei servizi web comincio a cimentarmi con BlogLines. Innanzitutto, come in ogni servizio web occorre procedere alla propria registrazione. Appena entrata vengo colta da un senso di smarrimento, vedo tanti link...alcuni richiamano a Twitter, altri a Facebook ma seguendo le istruzioni di Andreas comincio ad orientarmi e ad acquisire maggiore dimestichezza di questo strumento. Finalmente inserisco alcuni feeds...veramente interessante!!!
Ed ecco il risultato dei miei primi tentativi su BlogLines.
sabato 11 maggio 2013
Gli strumenti
Come in tutti gli ambienti di apprendimento è necessario possedere propri strumenti per l'esecuzione di un compito, di un lavoro. Da questo punto di vista la tecnologia ci offre una grande varietà di SW, da quelli liberi ai proprietari. E' proprio grazie al loro utilizzo che è possibile utilizzare nel modo più congeniale e funzionale il proprio PC.
Il software libero è un SW sviluppato da una comunità di programmatori e distribuito liberamente insieme al codice sorgente. Un esempio di SW libero è LibreOffice.
Il software open source è un SW distribuito liberamente insieme al codice sorgente. L'utente non solo è libero di utilizzarlo ma può apportare modifiche in base a specifiche licenze d'uso. Un esempio è OpenOffice.org
Il software proprietario è un SW privato che viene venduto da aziende senza i codici sorgente in chiaro. Il suo uso viene regolamentato mediante brevetti o licenze d'uso. Può essere cioè solo utilizzato sul proprio computer, es i CD o DVD di programmi o Microsoft Office.
Il software libero è un SW sviluppato da una comunità di programmatori e distribuito liberamente insieme al codice sorgente. Un esempio di SW libero è LibreOffice.
Il software open source è un SW distribuito liberamente insieme al codice sorgente. L'utente non solo è libero di utilizzarlo ma può apportare modifiche in base a specifiche licenze d'uso. Un esempio è OpenOffice.org
Il software proprietario è un SW privato che viene venduto da aziende senza i codici sorgente in chiaro. Il suo uso viene regolamentato mediante brevetti o licenze d'uso. Può essere cioè solo utilizzato sul proprio computer, es i CD o DVD di programmi o Microsoft Office.
Il luogo ed i suoi abitanti
Nel secondo post in modo molto pratico e concreto Andres Formigoni descrive la comunità di apprendimento a cui danno origine i corsisti del cMOOC. Una comunità formata da 400 persone, provenienti dalle diverse regioni italiane, che in modo spontaneo si sono riunite in vista di un obiettivo formativo comune. Il sapere in questa comunità non è dato dall'esterno, precostituito, ma viene costruito attraverso lo scambio e la condivisione dei vari partecipanti.
Quali sono gli strumenti che renderanno possibile quest'opera di condivisione e di costruzione collettiva della conoscenza?
Innanzitutto un proprio spazio personale, una propria casa, un blog, in cui ciascuno potrà scrivere le proprie idee, memorizzare ciò che gli interessa, esprimere le proprie riflessioni. Questo spazio sarà messo in collegamento con quello degli altri attraverso un aggregatore di web feed, proprio come in un villaggio le case sono comunicanti le une con le altre.
Ma come informarsi su quello che succede nello spazio altrui? Attraverso il social bookmarking, un elenco di segnalibri creati dai vari membri della comunità e condiviso da tutti.
Per
Ma una comunità ha bisogno anche di uno spazio in comune in cui aggregarsi, incontrarsi, prendere decisioni comuni. Questa esigenza verrà soddisfatta attraverso l'utilizzo di uno strumento di microblogging e di un pad (uno strumento di scrittura collettiva).
Quali sono gli strumenti che renderanno possibile quest'opera di condivisione e di costruzione collettiva della conoscenza?
Innanzitutto un proprio spazio personale, una propria casa, un blog, in cui ciascuno potrà scrivere le proprie idee, memorizzare ciò che gli interessa, esprimere le proprie riflessioni. Questo spazio sarà messo in collegamento con quello degli altri attraverso un aggregatore di web feed, proprio come in un villaggio le case sono comunicanti le une con le altre.
Ma come informarsi su quello che succede nello spazio altrui? Attraverso il social bookmarking, un elenco di segnalibri creati dai vari membri della comunità e condiviso da tutti.
Per
Ma una comunità ha bisogno anche di uno spazio in comune in cui aggregarsi, incontrarsi, prendere decisioni comuni. Questa esigenza verrà soddisfatta attraverso l'utilizzo di uno strumento di microblogging e di un pad (uno strumento di scrittura collettiva).
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